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martedì 19 gennaio 2010

Noccioli di ciliegia - 2


*I noccioli di ciliegia sono un piccolo impedimento che non toglie il gusto al dolce frutto estivo ma lo rende un po' complicato da mangiare: non si può ingoiare e a tavola non si può sputare, ma va eliminato con un po' di discrezione.
Come ci piacerebbe poter fare con certi piccoli fastidi quotidiani...*

Pubblicità... regresso.

I vari ministeri di tanto in tanto ci propinano alcuni brevi predicozzi sacrosanti contro l'eccessiva velocità, l'abuso di alcool e di sostanze stupefacenti, eccetera. Si chiama "Pubblicità progresso".
Ecco, peccato che invece buona parte delle réclame che passano in televisione facciano parte di quella che io chiamerei pubblicità... regresso.
Tra le peggiori, antiecologiche e sprecone c'è quella dello smacchiatore rosa.
Come un milione d'anni fa, anche qui per dimostrare la potenza dello smacchiatore per mesi si sono viste signore e bambini stupefatti davanti a capi di vestiario variamente macchiati che il miracoloso prodotto ripuliva senza tuttavia interferire con al brillantezza dei colori.
Poi è stata l'epoca del bambino cui tutti volevamo pagare delle cure dentistiche, che paragonava la camicetta della mamma al leopardo di peluche (facendoci desiderare di pagargli anche una visita oculistica).
Fin qui, comunque, i vestiti ancora macchiati richiedevano, nella mente delle "desperate housewives" di turno, solo un ennesimo trattamento (come è normale che avvenga).
Ma adesso la nuova campagna pubblicitaria va oltre. Un abito dal colore decisamente difficile (verde, un verde pastello tra la mela acerba e il pisello sgusciato fresco), acquistato per un party, viene considerato da gettare a causa di una macchia. Grazie allo smacchiatore rosa però la signora non potrà avere più la scusa per fare un nuovo acquisto, perchè l'abito tornerà miracolosamente come nuovo.
L'idea che un abito - macchiato, strappato, non più nuovo o portabile come nuovo - si possa buttare è inquietante. Significa insinuare modelli di spreco che veramente non sono corretti.
Certo, se anche andando di smacchiatore rosa la macchia centrale non sparisce (ma che si è versata addosso la singora? mah!) difficilmente potremo con nonchalance metterlo al battesimo del nipotino.
Ma potremo fare molte altre cose (salvare la gonna, farne vestitini per le bambole delle bimbe, la cuccia del gatto o alla peggio stracci). E se proprio dobbiamo gettarlo perché non si può nemmeno regalare, mettiamolo là dove sappiamo che andrà riciclato (posso capire il dubbio se infilarlo nel contenitore della Caritas o della plastica considerate le fibre sintetiche di cui dev'essere fatto, ma insomma... non nella pattumiera coi fondi di caffè e le lische di pesce per favore!).
E veniamo allo smacchiatore: ma siamo sicuri che questi prodotti pieni di tensioattivi facciano tanto bene all'ambiente nel quale vengono dispersi? Per non parlare degli sbiancanti ottici... che si chiamano così proprio perché regalano una specie di illusione di pulito (c'è chi dice che la biancheria tenda però al giallino).
Ma ne abbiamo bisogno, la nostra epoca non può prescinderne. I mariti vogliono magliette intime bianchissime (ma se sono intime chi le vedrà? è inquietante questa richiesta...) e le lenzuola devono fare luce (ma non ci sono gli abat-jour per questo?). Le camicie devono quantomeno sembrare immacolate e le tovaglie abbronzare gli ospiti...
Mi pare che stiamo esagerando.
Disperdiamo nell'ambiente tensioattivi che studi su studi dichiarano nocivi per i corsi d'acqua (e spero che tutti sappiamo dove le reti delle acque non nere finiscono, ah beh, tante volte anche le acque nere finiscono lì...) e per i loro abitanti. Ci meravigliamo dell'aumento di patologie di vario tipo senza minimamente farci un esame di coscienza (leggendo le etichette) riguardo ai prodotti per la pulizia che usiamo in quantità spesso ingiustificatamente industriali (ho visto usare mezzo flaconcino di detersivo liquido per un paio di teglie, ma diamo i numeri?), che poi finiscono nelle fogne e di lì nei fiumi, nei laghi, nel mare, lungo le rive dei corsi d'acqua. Non solo a far morire pesci, però...
Voglio dire: ma il buon vecchio sapone di marsiglia che le nonne usavano per pre-trattare le macchie l'abbiamo dimenticato, archiviato, sepolto? Ci sono mille e un sistema per togliere perfino le macchie più ostinate senza dover usare certi ritrovati. Certo oggi abbiamo fibre "tecnologiche" che forse il marsiglia e la saggina non li reggono. E abbiamo poco tempo, sempre troppo poco tempo.
Lo smacchiatore rosa, e per di più intelligente, risolve un sacco di problemi.
Ma ne crea talmente tanti altri che almeno qualche domanda dovremmo farcela prima di abboccare a certe pubblicità che non solo indicano un regresso in termini di economia e di impatto ambientale, ma anche delle nostre capacità pensanti.