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domenica 6 gennaio 2019

I (t)Re Magi


Baldassarre se ne sta sotto una palma a rimuginare su un sogno ricorrente quando gli arriva un messaggio vocale. Cioè, un tizio su un cammello gli fa: Baldassarre figlio di Baldassarre, c’è un messaggio vocale per te. Dice: Bal, vecchia buccia come stai? Gaspare e io stiamo passando l’estate sul Gange, si sta da Dio, anzi, da re, una vacanza all inclusive stupenda (che vorrà dire? Pensa Baldassare, e ascolta), ma stiamo facendo dei sogni strani e riteniamo necessario consultarti. Appena finisce lo sciopero delle linee carovaniere e riaprono le piste veniamo da te. Aspettaci per l’autunno. Ti salutano Melchiorre e Gaspare.
Non vi dico la festa quando finalmente un paio di mesi dopo arrivano al villaggio di Baldassarre i suoi amici.
Non si vedono da molti anni: come sei invecchiato, guardati tu… Finalmente finisce il tempo dei saluti. Bal, vecchio mio, - inizia Melchiorre – sogno un omino vestito di rosso che guida un carro trainato da cammelli con le corna e dice “Ho ho ho, Mel, il 25 dicembre è vicino, ricordati, il 25 dicembre!”. Gaspare aggiunge “Io sogno una vecchia su una scopa che mi dice “Forza Gas, io vi precedo, ma è meglio se arrivate prima di me altrimenti fate un viaggio a vuoto, ihihihih!”
Baldassarre guarda gli amici “Io ho sognato l’arcangelo Gabriele”. I due lo interrompono “Ecco, ti pareva, lui deve fare il sogno altisonante… l’arcangelo Gabriele!” Si azzuffano un poco, ma poi capiscono che qualcosa sta per accadere, o sta addirittura accadendo.  “Dove potremmo cercare informazioni su un evento vicino e che certo riguarda i Giudei se si scomodano gli arcangeli e Babbo Natale (che cos’è Natale? Uffa, queste premonizioni sono una gran seccatura perché non le capisci mai subito… )”. Melchiorre ha un’idea “Su Wikipedia!” Gli amici alzano gli occhi al cielo “Lo inventeranno fra duemila anni, Mel, di sicuro si andrà prima sulla Luna!” “E’ possibile” risponde triste Melchiorre, perché gli altri non capiscono questo dono di vedere nel futuro senza capirci un’acca.
Baldassarre rimette le cose a posto: “Ragazzi, ve lo dico io dove dobbiamo andare nel nostro tempo: alla grande Biblioteca di Alessandria… se i Romani hanno lasciato qualcosa di integro, è lì che troveremo le risposte.
Melchiorre annuisce e mostra agli amici una luce fortissima sopra la loro testa. “Oddio, cos’è?” si spaventa Bladassarre. “Oh una cosa da nulla, una stella cometa per la navigazione… sono o non sono un Re Magio? Serve a indicare la direzione, l’ho provata venendo qui, vero, Gas?” Gaspare annuisce. Impostata la cometa su Alessandria, i tre amici partono, accompagnati ovviamente da servitori, cammelli, cavalli e un carro di doni (su ispirazione della visione di Melchiorre).
Ad Alessandria splende il sole ma la biblioteca è chiusa. “C’è scritto che apre alle nove” legge Gaspare su un piccolo papiro.”I soliti statali – commenta Baldassarre – prima bevono il caffè, poi guardano la posta… uffa, aspettiamo…”. Finalmente il grande portone di legno si apre. Il gruppetto entra in un cortile pieno di fiori e fontane. Davanti a loro c’è il Bibliotecario che domanda “Chi siete e cosa cercate?”. Baldassarre risponde per tutti “Siamo i Re Magi, cerchiamo notizie su un evento eccezionale nella terra dei Giudei”. Il Bibliotecario scuote il capo “La sezione ebraica è in restauro, dopo l’ultima visita dei Romani, uno sfacelo… hanno usato i papiri come tovagliette per la merenda… non vi dico togliere la marmellata, un incubo…per tacere di altri usi dei rotoli, davvero poco consoni”. “Veniamo da lontano, signore – piagnucola Melchiorre – non possiamo tornare indietro o ci perderemo questo evento. Ci smantellano il Presepio che neanche siamo arrivati.” Baldassarre e Gaspare lo guardano con aria interrogativa. Cos’è il Presepio? Ma hanno imparato che a volte, davanti alle profezie di Mel, che neppure lui capisce, è meglio annuire e tacere.
“Va bene” – alla fine il Bibliotecario cede - ” Vi accompagno. Sia chiaro però: cammelli fuori, effetti personali negli armadietti perché la direzione non si assume la responsabilità di eventuali furti. Ah, e quella cosa luminosa là per aria – dice indicando la cometa – parcheggiatela fuori città.  Ci manca solo che ci troviamo invasi dai turisti che vogliono vedere una cometa. Ci bastano i Romani…” e brontolando accompagna gli amici alla sezione ebraica.  All’ingresso campeggia un papiro formato manifesto “Regolamento per la consultazione: E’ vietato srotolare più di due rotoli alla volta. Si prega di riarrorotolare l’opera nel verso giusto quando la consultazione è terminata. Si prega di riporre i papiri nelle ceste e non sugli scaffali:  ci vogliono anni a ritrovare un’opera collocata male”.
Per una settimana i tre Magi cercano, srotolano, consultano, confrontano e fanno impazzire il personale. Finalmente Melchiorre mostra il suo papiro: è il profeta Michea. “E tu Betlemme di Giudea, non sei certo la più piccola città… da te uscirà il dominatore di Israele”. Abbiamo trovato il luogo! E se siamo Magi e non veggenti da quattro soldi il tempo è questo. Andiamo da Erode il Grande, a Gerusalemme,  vediamo cosa sa lui di Betlemme…  Il Bibliotecario scuote la testa “Parlare a un re di un altro re, neppure parente suo,  non credo sia una furbata… Casomai si mettesse male, vi lascio una piantina turistica di tutta l'area, per tornare a casa senza ripassare da Gerusalemme”.
Dopo aver lasciato caffè pagato per tutti per un buon mese, come ringraziamento di tutto il trambusto, i Tre Magi partono alla volta di Gerusalemme.
Il Bibliotecario li guarda perplesso. Gli sembrano tre sprovveduti più che tre Magi… Va e non va che si perdono - pensa -  altro che Betlemme… neanche ci arrivano che gli smantellano il Presepio. Ma che cose strampalate mi vengono in mente? - pensa - Meglio andare a seguire il restauro della sezione ebraica. La Grande Biblioteca di Alessandria ha altro di cui occuparsi. Betlemme, ma figurarsi, chi vuoi che nasca da quelle parti dimenticate da Dio?