*I noccioli di ciliegia sono un piccolo impedimento che non toglie il gusto al dolce frutto estivo ma lo rende un po' complicato da mangiare: non si può ingoiare e a tavola non si può sputare, ma va eliminato con un po' di discrezione.
Come ci piacerebbe poter fare con certi piccoli fastidi quotidiani...*
A.A.A. Achillea cercasi.
Andar per campi è un ottimo antidoto alle giornate di stress lavorativo e familiare, migliora il respiro, l'umore e la linea. Sono fortunata perché vivo in una zona pedemontana che mi permette, rigorosamente a piedi e in qualche manciata di minuti, di raggiungere posti del tutto lontani dalla civiltà. O quasi. Perché naturalmente la civiltà, dove non abita, in posti come questi coltiva.
E le monocolture (soprattutto il granturco), adeguatamente trattate con antibiotici, pesticidi e altri ritrovati, stanno facendo scomparire - insieme alle api - tutta una ricca flora spontanea composta di molte piante officinali ormai introvabili, come la camomilla.
Dopo la completa estinzione del fiordaliso, di cui ho un vaghissimo ricordo nelle passeggiate sui Colli Euganei della mia lontana infanzia, legata al grano e alla sua coltivazione "controllata", noto da qualche anno a questa parte una diminuzione crescente dei papaveri e, come accennavo, accanto al granturco l'impoverimento dei prati da taglio, un tempo vere "farmacie all'aperto".
Naturalmente, secondo quanto Darwin insegna, sopravvivono i più forti e quindi ecco apparire piante - perlopiu non commestibili - come le margheritine a mazzetto (il nome botanico non lo conosco, ma sono quasi certa appartengano alla famiglia delle asteracee), molto alte e resistenti, che soffocano le piantine più piccole e delicate; infestanti gramigne; a bordo strada un po' di piantaggine ben irrorata dai gas di scarico delle auto; qualche campanula bianca o violetta che tenta di farsi strada.
E la mia insostituibile achillea?
Purtroppo devo denunciarne la quasi totale sparizione dalle zone limitrofe al mio abitato.
Mi si dirà: comprala in erboristeria, bell'e pronta. Ma vuoi mettere la soddisfazione di andare a cercarla nei prati, raccoglierla delicatamente senza togliere la radice (visto che già ce n'è poca), appenderla in mazzetti a testa in giù in luogo fresco e aerato e quando è bella secca frullarla per bene e usarla al bisogno in tisana (un cucchiaio da tè colmo in una tazza di acqua bollente, si lascia in infusione 10 minuti) per tutti quei disturbi addominali e più specificamente femminili?
La grande Maria Treben la definiva insostituibile e io posso confermare che si può benissimo fare a meno del Buscopan avendo una buona scorta di achillea in casa.
Oltre a risolvere dolorini e doloretti in zona addominale, l'achillea può essere usata assieme a menta e camomilla per una tisana digestiva, in semicupio per lavaggi intimi che alleviano bruciori e fastidi.

(dal sito www.gardening.eu)
Continuerò a cercare questa meravigliosa piantina, spingendomi più lontano da casa e dalle zone coltivate. Può darsi che da qualche parte qui intorno, indisturbata dall'inquinamento umano, ne cresca ancora...
Nessun commento:
Posta un commento