Baldassarre se ne sta sotto una palma a rimuginare su un
sogno ricorrente quando gli arriva un messaggio vocale. Cioè, un tizio su un
cammello gli fa: Baldassarre figlio di Baldassarre, c’è un messaggio vocale per
te. Dice: Bal, vecchia buccia come stai? Gaspare e io stiamo passando l’estate
sul Gange, si sta da Dio, anzi, da re, una vacanza all inclusive stupenda (che vorrà dire? Pensa
Baldassare, e ascolta), ma stiamo facendo dei sogni strani e
riteniamo necessario consultarti. Appena finisce lo sciopero delle linee
carovaniere e riaprono le piste veniamo da te. Aspettaci per l’autunno. Ti
salutano Melchiorre e Gaspare.
Non vi dico la festa quando finalmente un paio di mesi dopo
arrivano al villaggio di Baldassarre i suoi amici.
Non si vedono da molti anni: come sei invecchiato, guardati
tu… Finalmente finisce il tempo dei saluti. Bal, vecchio mio, - inizia
Melchiorre – sogno un omino vestito di rosso che guida un carro trainato da
cammelli con le corna e dice “Ho ho ho, Mel, il 25 dicembre è vicino,
ricordati, il 25 dicembre!”. Gaspare aggiunge “Io sogno una vecchia su una scopa
che mi dice “Forza Gas, io vi precedo, ma è meglio se arrivate prima di me
altrimenti fate un viaggio a vuoto, ihihihih!”
Baldassarre guarda gli amici “Io ho sognato l’arcangelo
Gabriele”. I due lo interrompono “Ecco, ti pareva, lui deve fare il sogno
altisonante… l’arcangelo Gabriele!” Si azzuffano un poco, ma poi capiscono che
qualcosa sta per accadere, o sta addirittura accadendo. “Dove potremmo cercare informazioni su un
evento vicino e che certo riguarda i Giudei se si scomodano gli arcangeli e Babbo
Natale (che cos’è Natale? Uffa, queste premonizioni sono una gran seccatura perché
non le capisci mai subito… )”. Melchiorre ha un’idea “Su Wikipedia!” Gli amici
alzano gli occhi al cielo “Lo inventeranno fra duemila anni, Mel, di sicuro si
andrà prima sulla Luna!” “E’ possibile” risponde triste Melchiorre, perché gli
altri non capiscono questo dono di vedere nel futuro senza capirci un’acca.
Baldassarre rimette le cose a posto: “Ragazzi, ve lo dico io
dove dobbiamo andare nel nostro tempo: alla grande Biblioteca di Alessandria…
se i Romani hanno lasciato qualcosa di integro, è lì che troveremo le risposte.
Melchiorre annuisce e mostra agli amici una luce fortissima
sopra la loro testa. “Oddio, cos’è?” si spaventa Bladassarre. “Oh una cosa da
nulla, una stella cometa per la navigazione… sono o non sono un Re Magio? Serve
a indicare la direzione, l’ho provata venendo qui, vero, Gas?” Gaspare annuisce. Impostata la cometa su Alessandria, i tre amici partono, accompagnati
ovviamente da servitori, cammelli, cavalli e un carro di doni (su ispirazione
della visione di Melchiorre).
Ad Alessandria splende il sole ma la biblioteca è chiusa. “C’è
scritto che apre alle nove” legge Gaspare su un piccolo papiro.”I soliti
statali – commenta Baldassarre – prima bevono il caffè, poi guardano la posta…
uffa, aspettiamo…”. Finalmente il grande portone di legno si apre. Il gruppetto entra in un cortile pieno di fiori e fontane. Davanti a loro c’è il
Bibliotecario che domanda “Chi siete e cosa cercate?”. Baldassarre risponde per
tutti “Siamo i Re Magi, cerchiamo notizie su un evento eccezionale nella terra
dei Giudei”. Il Bibliotecario scuote il capo “La sezione ebraica è in restauro,
dopo l’ultima visita dei Romani, uno sfacelo… hanno usato i papiri come
tovagliette per la merenda… non vi dico togliere la marmellata, un incubo…per
tacere di altri usi dei rotoli, davvero poco consoni”. “Veniamo da lontano,
signore – piagnucola Melchiorre – non possiamo tornare indietro o ci perderemo
questo evento. Ci smantellano il Presepio che neanche siamo arrivati.”
Baldassarre e Gaspare lo guardano con aria interrogativa. Cos’è il Presepio? Ma
hanno imparato che a volte, davanti alle profezie di Mel, che neppure lui
capisce, è meglio annuire e tacere.
“Va bene” – alla fine il Bibliotecario cede - ” Vi
accompagno. Sia chiaro però: cammelli fuori, effetti personali negli armadietti
perché la direzione non si assume la responsabilità di eventuali furti. Ah, e
quella cosa luminosa là per aria – dice indicando la cometa – parcheggiatela fuori
città. Ci manca solo che ci troviamo
invasi dai turisti che vogliono vedere una cometa. Ci bastano i Romani…” e
brontolando accompagna gli amici alla sezione ebraica. All’ingresso campeggia un papiro formato
manifesto “Regolamento per la consultazione: E’ vietato srotolare più di due
rotoli alla volta. Si prega di riarrorotolare l’opera nel verso giusto quando la consultazione è
terminata. Si prega di riporre i papiri nelle ceste e non
sugli scaffali: ci vogliono anni a
ritrovare un’opera collocata male”.
Per una settimana i tre Magi cercano, srotolano, consultano,
confrontano e fanno impazzire il personale. Finalmente Melchiorre mostra il suo
papiro: è il profeta Michea. “E tu Betlemme di Giudea, non sei certo la più
piccola città… da te uscirà il dominatore di Israele”. Abbiamo trovato il
luogo! E se siamo Magi e non veggenti da quattro soldi il tempo è questo.
Andiamo da Erode il Grande, a Gerusalemme, vediamo cosa sa lui di Betlemme… Il Bibliotecario scuote la testa “Parlare a un
re di un altro re, neppure parente suo, non credo sia una furbata… Casomai si mettesse
male, vi lascio una piantina turistica di tutta l'area, per tornare a casa senza ripassare da
Gerusalemme”.
Dopo aver lasciato caffè pagato per tutti per un buon mese, come ringraziamento di tutto il trambusto, i Tre Magi partono alla volta di Gerusalemme.
Il Bibliotecario li guarda perplesso. Gli sembrano tre
sprovveduti più che tre Magi… Va e non va che si perdono - pensa - altro che Betlemme… neanche ci arrivano che
gli smantellano il Presepio. Ma che cose strampalate mi vengono in mente? - pensa - Meglio andare a seguire il restauro della sezione ebraica. La Grande Biblioteca
di Alessandria ha altro di cui occuparsi. Betlemme, ma figurarsi, chi vuoi che
nasca da quelle parti dimenticate da Dio?
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