Rannicchiata su un divano
dove la tua sincerità
è stanchezza
rubo per me la luce dei tuoi occhi.
Riconosco nel movimento delle mani
quasi una gestualità antica.
Che io ti parli mi sembra inutile
ma la voce mi si fa più blanda
Che io ti ascolti
quando so già cosa stai per dire
è insensato.
Sono come in attesa e la mia pelle si distende.
Mi guardano i tuoi occhi
sgranati,
vinti,
così lontani,
così se stessi,
e i miei enormi, dilatati sembrano
aver trovato un orizzonte che li conforti.
Al nostro dolore è scampo solo
la nostra presenza
(Patrizia Garofalo, Ipotesi di donna. Corbo, 1986)
Nessun commento:
Posta un commento